⚡ Le leggi di Ohm
Quando applichiamo una differenza di potenziale
Quando ai capi di un conduttore applichiamo una differenza di potenziale (d.d.p.), nel materiale si genera una corrente elettrica: le cariche libere (negli stessi metalli: gli elettroni) vengono spinte dal campo elettrico interno.
Corrente elettrica: è il flusso ordinato di cariche. Si misura in Ampere (A).
Tensione (d.d.p.): è l’energia fornita a ogni carica per muoversi nel circuito. Si misura in Volt (V).
Materiali ohmici e Prima Legge di Ohm
In alcuni materiali, detti ohmici, la corrente prodotta è direttamente proporzionale alla tensione applicata. In questi casi vale la Prima Legge di Ohm:
V = R · I
La costante di proporzionalità è la resistenza R, che misura quanto un conduttore si oppone al passaggio della corrente. L’unità di misura è l’Ohm (Ω).
Definizione operativa di 1 Ohm: è la resistenza di un conduttore che, in corrispondenza di una d.d.p. di 1 V, fa passare una corrente di 1 A.
Interpretazione microscopica della resistenza
A livello microscopico gli elettroni si muovono in modo caotico nel reticolo cristallino del conduttore. Quando applichiamo una d.d.p., gli elettroni acquisiscono una velocità di deriva diretta, ma continuano a urtare gli ioni del reticolo.
Questi urti generano una sorta di “attrito elettrico” interno: l’energia persa dagli elettroni si trasforma in calore (effetto Joule). La resistenza è quindi legata a questi urti e alla struttura microscopica del materiale.
Il grafico caratteristico I–V
Il grafico che rappresenta la relazione tra corrente I e tensione V si chiama grafico caratteristico.
Conduttori ohmici
- Il grafico I–V è una retta passante per l’origine.
- La pendenza della retta è data da 1/R, che si chiama conducibilità.
- Maggiore è la pendenza della retta, minore è la resistenza.
Conduttori non ohmici
- Il grafico I–V non è lineare.
- La resistenza varia con la corrente o con la tensione.
- Esempi: lampadine a incandescenza, diodi, LED.
Seconda Legge di Ohm
La resistenza di un filo conduttore dipende da:
- Lunghezza L: più il filo è lungo, più la resistenza è grande.
- Superficie della sezione A: più la sezione è grande, più la resistenza è piccola.
- Materiale, tramite una grandezza chiamata resistività ρ.
R = ρ · L / A
La resistività ρ è una costante caratteristica del materiale: dipende dalla struttura microscopica, dal tipo di legame tra gli atomi e dalla temperatura. È bassa nei metalli (buoni conduttori) e molto alta negli isolanti
6. Collegamenti di resistenze
Resistenze in serie
La resistenza totale è la somma delle singole resistenze:
Rtot = R1 + R2 + ...
Resistenze in parallelo
L’inverso della resistenza totale è la somma degli inversi:
1 / Rtot = 1 / R1 + 1 / R2 + ...
7. Cosa ricordare
- La legge di Ohm vale solo per i materiali ohmici.
- La resistenza dei metalli aumenta con la temperatura.
- Il grafico caratteristico I–V è fondamentale per capire il comportamento di un componente.
- La resistività spiega perché i cavi elettrici sono di rame e con sezione adeguata.
Generatore ideale di tensione
Un generatore ideale di tensione è un modello teorico che mantiene una tensione costante ai suoi capi, indipendentemente dalla corrente che eroga.
- Resistenza interna: nulla (r = 0).
- Tensione ai capi: V = V0 costante.
In pratica, qualunque sia la corrente I che scorre nel circuito, la tensione fornita dal generatore ideale rimane sempre uguale a V0.
Generatore reale di tensione
Un generatore reale di tensione tiene conto della presenza di una resistenza interna r, che provoca una caduta di tensione quando il generatore eroga corrente.
- Resistenza interna: r > 0.
- Relazione tra tensione, corrente e resistenza interna:
V = V0 − r · I
Più grande è la corrente I assorbita dal carico, maggiore è la caduta di tensione r · I all’interno del generatore, quindi la tensione disponibile ai capi del carico diminuisce.
Potenza elettrica
La potenza elettrica misura la rapidità con cui l’energia elettrica viene trasferita o trasformata in un circuito.
Passaggio logico che porta alla formula P = V · I
Ricordando che Energia elettrica trasferita in un intervallo di tempo Δt è:
ΔE = q · V
dove q è la carica che attraversa il circuito e V è la tensione.
E che la definizione di potenza è energia o lavoro fratto tempo :
P = ΔE / Δt
e che la relazione tra carica e corrente è :
q = I · Δt
Sostituendo nella formula della potenza:
P = (q · V) / Δt = (I · Δt · V) / Δt
Semplificazione: P = V · I
Quindi la potenza elettrica assorbita o fornita da un componente è:
P = V · I
Effetto Joule e dissipazione di calore
Quando una corrente elettrica attraversa un resistore, parte dell’energia elettrica viene trasformata in calore. Questo fenomeno è chiamato effetto Joule.
Espressioni della potenza dissipata per effetto Joule
- In funzione di corrente e resistenza:PJoule = I2 · R
- In funzione di tensione e resistenza (usando la prima legge di Ohm):PJoule = V2 / R
Queste formule indicano quanta potenza viene dissipata sotto forma di calore nel resistore.
Significato fisico dell’effetto Joule
- Urti tra elettroni e atomi: gli elettroni in moto nel conduttore urtano gli atomi del reticolo cristallino.
- Trasferimento di energia: ad ogni urto, parte dell’energia cinetica degli elettroni viene trasferita agli atomi.
- Aumento della temperatura: gli atomi vibrano di più e il materiale si riscalda.
- Fenomeno irreversibile: l’energia elettrica viene trasformata in calore e non può essere recuperata come energia elettrica.
In sintesi, l’effetto Joule spiega perché l’energia elettrica che attraversa un resistore viene dissipata sotto forma di calore.





















