SCADE : 14 aprile 2026
La forza elettrica, analogamente alla forza gravitazionale, è una forza che agisce a distanza. Questo solleva una domanda fondamentale: come può una carica risentire della presenza di un’altra carica posta lontano, senza alcun contatto diretto? L’interazione è istantanea oppure si propaga con una velocità finita?
Newton non propose un meccanismo per spiegare l’azione a distanza e considerò l’interazione come istantanea. Con Faraday nasce invece un’idea rivoluzionaria: una carica elettrica modifica lo spazio circostante, creando una regione in cui altre cariche risentono della sua presenza. Questa regione prende il nome di campo elettrico.
Il campo elettrico è una proprietà dello spazio generata da una carica. In ogni punto dello spazio si può associare un vettore campo elettrico che indica direzione, verso e intensità della forza che agirebbe su una carica positiva posta in quel punto.
Per definizione:
\[ \vec{E} = \frac{\vec{F}}{q} \]dove \(\vec{F}\) è la forza elettrica esercitata sulla carica di prova \(q\). La carica di prova, detta carica spia, è scelta positiva e sufficientemente piccola da non alterare il campo generato dalle altre cariche.
Il campo generato da una carica puntiforme \(Q\) a distanza \(r\) è:
\[ E = k \frac{Q}{r^2} \]applet Colorado Phet : campo elettrico
Il campo elettrico obbedisce al principio di sovrapposizione: il campo totale in un punto è la somma vettoriale dei campi prodotti da ciascuna carica.
Per rappresentare il campo elettrico si usano le linee di forza:
Le linee escono dalle cariche positive ed entrano in quelle negative. Per una carica puntiforme sono radiali.
Sperimentalmente si possono osservare usando semi di lino in olio: in presenza del campo elettrico i semi si polarizzano e si orientano secondo le linee di forza.
Il campo di un dipolo elettrico si ottiene come somma vettoriale dei campi generati dalle due cariche opposte.
Per una superficie piana con densità superficiale di carica \(\sigma\):
Se la superficie è carica negativamente le linee su uscenti.
Ora consideriamo due superfici uniformemente cariche con uguale carica di segno opposto e una affacciata all'altra. Tale configura si chiama condensatore piano e si può ottenere con due lastre conduttrici . Caricando la prima, la seconda si carica per induzione di segno opposto.
1) Sette brevi lezioni di fisica .
Autore: Carlo Rovelli
*****
2) Dal Bing Bang ai buchi neri.
Autore: Stephen Hawking
****
3)Le 5 equazioni che hanno cambiato il mondo. -
Autore: Michael Guillen
****
4)L' uomo dal naso d'oro. Tycho Brahe e Giovanni Keplero: la strana coppia che rivoluzionò la scienza - Manjit Kumar
*****
Racconta in forma di romanzo storico la nascita della scienza moderna e dell’astronomia, con protagonisti Galilei, Keplero e Tycho Brahe. Ho trovato particolarmente affascinante la figura di Tycho Brahe, con il suo castello‑osservatorio sull’isola danese di Uraniborg e il suo carattere diffidente, soprattutto nei confronti dei suoi collaboratori. Colpisce in particolare il rapporto teso con Keplero, determinato a ottenere i preziosi dati astronomici raccolti da Tycho, gli stessi che gli avrebbero poi permesso di formulare le sue celebri leggi sul moto dei pianeti.
5)Buchi bianchi
Autore: Carlo Rovelli
*****
Daniel Kehlmann
*****
7) Il senso delle cose
di Richard Feyman
****
8) L'ordine del tempo
di Carlo Rovelli
9) L'incredibile cena dei fisici quantistici
di Gabriella Greison10) La fisica dei supereroi
James kakalios
***
11) Le mie invenzioni. L'autobiografia di un genio. Nikola Tesla
***
12)La particella mancante. Vita e mistero di Ettore Majorana, genio della fisica -
di João Magueijo
*****
Racconta la vita di Ettore Majorana come un romanzo avvincente, capace di intrecciare il fulgore del suo genio, le asperità del suo carattere e l’enigma insondabile della sua scomparsa. Le pagine scorrono rapide, trascinando il lettore dentro la mente di uno dei fisici più misteriosi del Novecento, fino a un finale che lascia senza fiato e con il desiderio di ricominciare da capo.
13)Quantum di Manjit Kumar
*****
Questo libro ricostruisce con rigore storico e scientifico la nascita e l’evoluzione della fisica quantistica. È estremamente interessante perché mostra come le idee siano maturate attraverso il confronto tra grandi scienziati e come siano state influenzate dal contesto socio‑politico dell’epoca, segnato dalle due guerre mondiali. Si comprende così non solo lo sviluppo della disciplina, ma anche l’intreccio profondo tra ricerca, personalità e storia.
Cos’è il vuoto?
Esiste il vuoto?
Ha senso parlare di moto nel vuoto?
L’aria pesa?
Democrito e gli atomisti: introdussero l’idea che la materia è fatta di atomi e che il vuoto è necessario per il loro movimento.
Aristotele: negava l’esistenza del vuoto. Per lui:
Tutti i corpi hanno un “luogo naturale” verso cui tendono.
Il moto naturale e il moto violento sono distinti.
L’aria non ha peso.
L’universo è finito e i corpi celesti sono immutabili e composti dalla “quinta essenza”.
Nel vuoto, non essendoci “luogo”, non può esistere neanche il moto.
La filosofia aristotelica viene adattata alla fede cristiana.
Nasce il principio dell’"horror vacui": la natura “odia” il vuoto e fa di tutto per evitarlo.
L'idea del vuoto è ritenuta inaccettabile sul piano teologico e logico.
Nuovo fermento culturale nel 1500: artigiani e tecnici (non solo filosofi) iniziano a studiare la natura.
L’esperienza pratica contrasta molte teorie aristoteliche.
Nasce il metodo sperimentale (osservazione, matematica, esperimento).
Si pone il problema del limite di sollevamento dell’acqua con le pompe (circa 10 metri).
Galileo Galilei propone che anche l’horror vacui ha un limite (“altezza limitatissima”).
L’ipotesi resta controversa.
Torricelli dimostra che:
Il vuoto esiste (nella parte alta di un tubo pieno di mercurio capovolto).
L’aria ha un peso e la sua pressione sostiene la colonna di mercurio (760 mm).
Questo esperimento segna la fine della teoria aristotelica del vuoto.
La scoperta del vuoto ha un impatto enorme sul piano filosofico e scientifico.
Apre la strada al metodo scientifico, alla comprensione della pressione atmosferica e ai primi strumenti di misurazione dell’aria (barometri).
Nel Giardino di Boboli a Firenze, durante feste di corte, vennero eseguiti esperimenti pubblici sul vuoto.
La scienza comincia ad affascinare e coinvolgere anche per fini scenografici e spettacolari.
Fondata da Leopoldo de’ Medici a Firenze.
Scopo: verificare sperimentalmente le leggi della natura e gli esperimenti noti.
Cartesio nega l’esistenza del vuoto: dove c’è estensione, c’è materia.
Introduce il concetto di "materia sottile" per riempire gli spazi che sembrano vuoti.
Si oppone all'azione a distanza: secondo lui, tutto avviene per contatto.
Ripete gli esperimenti di Torricelli nel 1646, usando anche acqua, vino e oli.
Dimostra la pesantezza dell’aria e l’esistenza del vuoto.
Subisce attacchi da parte di aristotelici, gesuiti e seguaci di Cartesio.
Nel 1648 organizza l’esperimento sul Puy-de-Dôme, dimostrando che la pressione atmosferica diminuisce con l’altitudine (variazione di 8,25 cm nella colonna di mercurio).
Accademia del Cimento (1657): fondata da Leopoldo de’ Medici per verificare sperimentalmente i princìpi della filosofia naturale.
Cartesio negava l’esistenza del vuoto: per lui, dove c’è estensione c’è materia. Lo spazio apparentemente vuoto è in realtà riempito da una “materia sottile”. Rifiutava l’idea di azione a distanza.
Ripeté e ampliò l’esperimento di Torricelli (1646), confermando l’esistenza del vuoto e il peso dell’aria.
Usò vari liquidi (vino, acqua, oli) oltre al mercurio e realizzò esperimenti spettacolari in pubblico.
Esperimento del Puy-de-Dôme (1648): confrontò l’altezza del mercurio a diverse altitudini, dimostrando la relazione tra pressione atmosferica e altitudine.
Fu duramente attaccato dalla Chiesa, da aristotelici e da cartesiani, inclusi i contrasti con Cartesio, che lo derise.
Borgomastro di Magdeburgo, studioso di scienze naturali.
Influenzato dagli esperimenti di Torricelli e dalle idee cartesiane.
Inventò la prima pompa pneumatica (1650): usata per creare il vuoto, anche se inizialmente poco pratica.
Introdusse per primo l’uso delle valvole nei dispositivi sperimentali per il vuoto.
Otto von Guericke (1602–1686):
1657: celebre esperimento degli emisferi di Magdeburgo – creazione del vuoto tra due emisferi di bronzo, che richiese 16 cavalli per essere separati, dimostrando la forza della pressione atmosferica.
Dimostrò che l'aria ha peso e può compiere lavoro meccanico (base teorica per le future macchine a vapore).
Costruì barometri e perfezionò le tecniche per creare il vuoto.
Sostenne che l’aria non fosse un elemento, ma un’esalazione dei corpi.
Robert Boyle (1627–1691):
Costruì una pompa pneumatica con l’aiuto di Robert Hooke.
Dimostrò sperimentalmente che il suono non si propaga nel vuoto.
Studiò fenomeni come la bollitura dell’acqua a temperatura ambiente, il comportamento di animali nel vuoto e la conservazione dei cibi.
Galileo Galilei:
Affermò che tutti i corpi cadono alla stessa velocità nel vuoto. Ciò venne confermato alla fine del Seicento grazie alle tecniche per creare il vuoto.
XVII secolo: sogni fantascientifici come “navi volanti nell’oceano Torricelliano”.
XVIII secolo: approfondimento delle leggi dei gas (es. legge di Boyle).
XIX secolo: uso del vuoto per lo studio delle scariche elettriche nei gas → scoperta dell’elettrone.
Teoria dell’etere: spazio visto come riempito da un mezzo invisibile (etere) per spiegare la propagazione della luce. Confutata con l’esperimento di Michelson e Morley (1881–1887).
1900 in poi: con le macchine per l’alto vuoto si approfondisce la conoscenza della materia a livello microscopico.