Segue il video realizzato da Querin Alessandro della classe 1F scientifico del Liceo "Leopardi Majorana" di Pordenone. Argomento la pressione.
Procedimento:
F = q · v × B,
dove q è la carica elettrica, v il vettore velocità della particella,
B il campo magnetico e × indica il prodotto vettoriale tra i due vettori.
Il modulo della forza è:
F = q · v · B · sin α,
dove α è l’angolo compreso tra i vettori v e B.
Da questa relazione si ricava l’unità di misura del campo magnetico B
nel Sistema Internazionale: il tesla (T).
Vale la definizione:
1 T = 1 N / (A · m)
poiché 1 C / 1 s = 1 A.
Un’altra unità di misura del campo magnetico è il gauss (G):
1 G = 10-4 T,
circa il doppio dell’intensità del campo magnetico terrestre.
Una particella carica subisce una forza magnetica solo se è in moto all’interno di un campo magnetico.
Una carica ferma in un campo magnetico B non interagisce con il campo.
La forza di Lorentz è nulla quando la particella si muove parallelamente alle linee di campo (α = 0 → sin α = 0), mentre è massima quando si muove perpendicolarmente alle linee di campo (α = 90° → sin 90° = 1).
La traiettoria della carica in un campo magnetico è in generale elicoidale.

Come sempre, per una carica negativa la direzione della forza è invertita.
Ponendo la forza magnetica uguale alla forza centripeta:
q · v · B = m · v2 / r
si ricava il raggio dell’orbita:
r = m · v / (q · B)
aurora boreale: fasci di particelle cariche entrano nel campo magnetico terrestre. Vengono accelerate ed emettono radiazioni colorate.